Abitiamo in un paese plurale che tuttavia le istituzioni politiche e culturali si ostinano a rappresentare in maniera molto uniforme.
Il contesto odierno è quello di un paese che ha superato la crisi Covid, nel quale si sono consumati nuovi drammi dell’immigrazione e nel quale risuonano gli echi di nuovi conflitti, vicini e lontani.
Allo stesso tempo, sono aumentati il dibattito e la sensibilità pubblica intorno a dimensioni cruciali della quotidianità, legati alla crisi ambientale, alla disparità e alla violenza di genere, al colonialismo culturale e al razzismo.
FIERI, Università di Bologna, Società Umanitaria di Carbonia, CAMERA e ARCI nazionale, a due anni dalla prima edizione di Sguardi Plurali, hanno rinnovato l’invito rivolto a giovani fotografi e fotografe di origine straniera o di seconda generazione, per raccontare il mondo nel quale vivono.
Hanno risposto 24 autori e autrici, provenienti da tutta Italia; diversi sono nati qua, altri sono arrivati molto piccoli o giovani. Alcuni sono rifugiati, altri sono cittadini italiani, altri sono in attesa di diventarlo.
Questi autori utilizzano la fotografia in maniera molto varia, passando da progetti documentaristici, a reportage, a esplorazioni degli archivi o offrendo contaminazioni linguistiche e creative.
Individuale e collettivo, privato e pubblico, personale e politico si intersecano in un caleidoscopio di storie sull’Italia di oggi e su quella di domani.
We live in a plural country that institution and politics describe as a uniform national identity.
The context of today is that of a country that has overcomed the Covid crisis, in which a new drama about immigration has taken place and in which the echoes of new conflicts resonate, near and far.
At the same time the debate and the public sensitivity around the crucial dimension of race bounded to the environmental crisis, to the disparity and violence of gender, to cultural colonialism and racism raised.
Fieri Università di Bologna, Società Umanitaria Carbonia, CAMERA e ARCI nazionale two years after the first edition of Sguardi Plurali renew the invitation to the young photographers of foreign origins or of second generation in order to tell the world they live.
Twenty-four authors from all over Italy applied for the contest: some of them were born in Italy, some of them arrived when they were children or when they were very young. Some of them are refugees, some of them are Italian citizens, some others are waiting to become Italian citizens.
These authors use photography in different ways, passing through documentaristic projects, reportage, archive exploration or offering linguistic and creative contamination.
Individual and collective, private and public, personal and political intersect in a kaleidoscope of stories of Italy of today and tomorrow.
