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SGUARDI PLURALI SULL‘ITALIA PLURALE- Seconda edizione

A due anni di distanza dalla prima edizione, FIERI, CSC Carbonia della Società Umanitaria – La Fabbrica del Cinema, il Dipartimento di Storia Cultura e Civiltà dell’Università di Bologna e CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, con la collaborazione di ARCI nazionale, promuovono la seconda edizione di Sguardi Plurali sull’Italia plurale e lanciano un bando di concorso per selezionare e premiare opere fotografiche realizzate da giovani con un retroterra migratorio.

requisiti per partecipazione al bando sono:

  • Avere la residenza in Italia;
  • Essere nati/e all’estero e immigrati/e in Italia o essere nati/e in Italia da almeno un genitore di origine straniera;
  • Avere un’età inferiore a 35 anni (non ancora compiuti al momento della presentazione della candidatura)

 

Il progetto potrà avere sia le caratteristiche di un lavoro documentaristico, di reportage, ma anche avvalersi degli archivi o aprirsi alle molteplici forme di contaminazione linguistica e creativa legate alla fotografia.
materiali inviati dovranno essere inediti e mai presentati al pubblico attraverso mostre o pubblicazioni.

La giuria sarà composta da nove membri, ed includerà studiosi, curatrici e critiche d’arte, fotografi ed esperti di alto profilo. Valuterà i lavori secondo criteri di qualità e innovatività contenutistica e secondo criteri di qualità e maturità estetica e attribuirà, a proprio insindacabile giudizio, i seguenti premi:
1° Premio: 1.500 euro (lordi);
2° Premio: 1.000 euro (lordi);
3°Premio: 500 euro (lordi).

I lavori premiati, accompagnati da una selezione di immagini dagli altri lavori partecipanti, saranno presentati sul sito di FIERI e oggetto di una esposizione itinerante.

Sarà possibile inviare i materiali richiesti per la partecipazione entro e non oltre le ore 24.00 del giorno 17 Marzo 2024.

Le ragioni di questo bando
Le immagini fotografiche e video giocano un ruolo centrale nella formazione degli immaginari collettivi e delle opinioni pubbliche, e contribuiscono in modo determinante alla creazione di comunità immaginate su scala nazionale e sovranazionale.
Nonostante l’Italia sia di fatto un paese plurale, nel quale si esprimono sguardi e sensibilità complesse e stratificate, le istituzioni politiche e culturali tendono a rappresentare l’identità nazionale in maniera molto uniforme, riproducendo immaginari inattuali e stereotipati.
Inoltre, le immagini fotografiche diffuse dai media e dalle istituzioni che raccontano realtà sociali e culturali legate alle migrazioni sono quasi esclusivamente prodotte da professionisti privi di esperienza migratoria a livello personale o familiare.
Tuttavia oggi non sono pochi i giovani con un retroterra migratorio che in Italia hanno svolto o stanno svolgendo percorsi formativi nell’ambito delle arti grafiche e fotografiche, che stanno iniziando a lavorare come professionisti del settore o che coltivano questa passione a fianco di altri percorsi professionali e di studio.

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