SGUARDI PLURALI SULL‘ITALIA PLURALE- Seconda edizione
PROROGATA la scadenza del bando per il concorso fotografico “SGUARDI PLURALI PER L’ITALIA PLURALE”
Ci sarà tempo fino al 30 aprile per poter presentare la propria candidatura.
I requisiti per partecipazione al bando sono:
- Avere la residenza in Italia;
- Essere nati/e all’estero e immigrati/e in Italia o essere nati/e in Italia da almeno un genitore di origine straniera;
- Avere un’età inferiore a 35 anni (non ancora compiuti al momento della presentazione della candidatura)
Il progetto potrà avere sia le caratteristiche di un lavoro documentaristico, di reportage, ma anche avvalersi degli archivi o aprirsi alle molteplici forme di contaminazione linguistica e creativa legate alla fotografia.
I materiali inviati dovranno essere inediti e mai presentati al pubblico attraverso mostre o pubblicazioni.
La giuria sarà composta da nove membri, ed includerà studiosi, curatrici e critiche d’arte, fotografi ed esperti di alto profilo. Valuterà i lavori secondo criteri di qualità e innovatività contenutistica e secondo criteri di qualità e maturità estetica e attribuirà, a proprio insindacabile giudizio, i seguenti premi:
1° Premio: 1.500 euro (lordi);
2° Premio: 1.000 euro (lordi);
3°Premio: 500 euro (lordi).
I lavori premiati, accompagnati da una selezione di immagini dagli altri lavori partecipanti, saranno presentati sul sito di FIERI e oggetto di una esposizione itinerante.
Sarà possibile inviare i materiali richiesti per la partecipazione entro e non oltre le ore 24.00 del giorno 30 aprile 2024.
Le ragioni di questo bando
Le immagini fotografiche e video giocano un ruolo centrale nella formazione degli immaginari collettivi e delle opinioni pubbliche, e contribuiscono in modo determinante alla creazione di comunità immaginate su scala nazionale e sovranazionale.
Nonostante l’Italia sia di fatto un paese plurale, nel quale si esprimono sguardi e sensibilità complesse e stratificate, le istituzioni politiche e culturali tendono a rappresentare l’identità nazionale in maniera molto uniforme, riproducendo immaginari inattuali e stereotipati.
Inoltre, le immagini fotografiche diffuse dai media e dalle istituzioni che raccontano realtà sociali e culturali legate alle migrazioni sono quasi esclusivamente prodotte da professionisti privi di esperienza migratoria a livello personale o familiare.
Tuttavia oggi non sono pochi i giovani con un retroterra migratorio che in Italia hanno svolto o stanno svolgendo percorsi formativi nell’ambito delle arti grafiche e fotografiche, che stanno iniziando a lavorare come professionisti del settore o che coltivano questa passione a fianco di altri percorsi professionali e di studio.

