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Reversing the Perspective: How European Stakeholders React to Migration Policy Frames of Southern Mediterranean Counterparts
18 Luglio 2018

Questo rapporto fa parte del work package su migrazione e mobilità (WP7) del progetto MEDRESET e studia come gli attori istituzionali e della società civile europea inquadrano e valutano le politiche migratorie dell’UE nell’area mediterranea. Basandosi su una serie di interviste in profondità, il rapporto analizza come gli attori europei descrivono l’approccio generale dell’UE alla cooperazione con i paesi terzi mediterranei nel campo delle migrazioni; come valutano le più recenti e rilevanti politiche dell’UE in quest’ambito; e quali sono a loro avviso gli attori chiave in questo settore di policy. Gli attori della società civile europea dimostrano di condividere le opinioni critiche espresse dai loro omologhi della società civile in Libano, Marocco, Tunisia e Turchia. Descrivono il discorso dell’UE come securitario ed eurocentrico, sottolineando anche come questo si traduce in politiche e pratiche securitarie, eurocentriche e basate sul principio di condizionalità. Lamentano la mancanza di opportunità di migrazione legale, ma allo stesso tempo elogiano la Commissione europea per i suoi sforzi in quest’ambito. Criticano anche la mancanza di politiche di genere nel settore delle migrazioni e il coinvolgimento limitato delle organizzazioni della società civile dei paesi della sponda sud nei processi decisionali relativi alle politiche migratorie e di asilo. Il documento esplora anche possibili risposte politiche alternative, esaminando i pro e i contro di una governance più partecipativa della migrazione dal punto di vista sia dei funzionari UE che degli attori della società civile europea.

a cura di:
AREE TEMATICHE
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FIERI SEGNALA
Reversing the Perspective: How European Stakeholders React to Migration Policy Frames of Southern Mediterranean Counterparts
18 Luglio 2018

Questo rapporto fa parte del work package su migrazione e mobilità (WP7) del progetto MEDRESET e studia come gli attori istituzionali e della società civile europea inquadrano e valutano le politiche migratorie dell’UE nell’area mediterranea. Basandosi su una serie di interviste in profondità, il rapporto analizza come gli attori europei descrivono l’approccio generale dell’UE alla cooperazione con i paesi terzi mediterranei nel campo delle migrazioni; come valutano le più recenti e rilevanti politiche dell’UE in quest’ambito; e quali sono a loro avviso gli attori chiave in questo settore di policy. Gli attori della società civile europea dimostrano di condividere le opinioni critiche espresse dai loro omologhi della società civile in Libano, Marocco, Tunisia e Turchia. Descrivono il discorso dell’UE come securitario ed eurocentrico, sottolineando anche come questo si traduce in politiche e pratiche securitarie, eurocentriche e basate sul principio di condizionalità. Lamentano la mancanza di opportunità di migrazione legale, ma allo stesso tempo elogiano la Commissione europea per i suoi sforzi in quest’ambito. Criticano anche la mancanza di politiche di genere nel settore delle migrazioni e il coinvolgimento limitato delle organizzazioni della società civile dei paesi della sponda sud nei processi decisionali relativi alle politiche migratorie e di asilo. Il documento esplora anche possibili risposte politiche alternative, esaminando i pro e i contro di una governance più partecipativa della migrazione dal punto di vista sia dei funzionari UE che degli attori della società civile europea.

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Reversing the Perspective: How European Stakeholders React to Migration Policy Frames of Southern Mediterranean Counterparts
18 Luglio 2018

Questo rapporto fa parte del work package su migrazione e mobilità (WP7) del progetto MEDRESET e studia come gli attori istituzionali e della società civile europea inquadrano e valutano le politiche migratorie dell’UE nell’area mediterranea. Basandosi su una serie di interviste in profondità, il rapporto analizza come gli attori europei descrivono l’approccio generale dell’UE alla cooperazione con i paesi terzi mediterranei nel campo delle migrazioni; come valutano le più recenti e rilevanti politiche dell’UE in quest’ambito; e quali sono a loro avviso gli attori chiave in questo settore di policy. Gli attori della società civile europea dimostrano di condividere le opinioni critiche espresse dai loro omologhi della società civile in Libano, Marocco, Tunisia e Turchia. Descrivono il discorso dell’UE come securitario ed eurocentrico, sottolineando anche come questo si traduce in politiche e pratiche securitarie, eurocentriche e basate sul principio di condizionalità. Lamentano la mancanza di opportunità di migrazione legale, ma allo stesso tempo elogiano la Commissione europea per i suoi sforzi in quest’ambito. Criticano anche la mancanza di politiche di genere nel settore delle migrazioni e il coinvolgimento limitato delle organizzazioni della società civile dei paesi della sponda sud nei processi decisionali relativi alle politiche migratorie e di asilo. Il documento esplora anche possibili risposte politiche alternative, esaminando i pro e i contro di una governance più partecipativa della migrazione dal punto di vista sia dei funzionari UE che degli attori della società civile europea.

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