L’espressione occitana passar la bercha, attraversare una fenditura tra le rocce, per gli abitanti delle Alpi occitane un tempo significava metaforicamente emigrare, per brevi periodi o stabilmente, in cerca di lavoro e di condizioni di vita migliori per sé stessi e le proprie famiglie. Questo fenomeno si ripropone oggi in tutta l’Europa, e in modo marcato a Dronero, con l’arrivo di numerosi nuovi cittadini da stati e continenti lontani. Per ricordare le motivazioni e i processi che resero migranti anche gli occitani e i piemontesi, dopo il successo della rassegna primaverile Espaci Occitan torna a organizzare alcuni incontri sotto l’egida del progetto Nega so 2, sviluppato nell’ambito del bando TERRITORI INCLUSIVI e promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo con la partecipazione di Fondazione CRC, per includere le persone con background migratorio, rendendo centrali i valori di multiculturalità e coesione.
Segnaliamo la proiezione di due documentari del resgista Andrea Fantino, presso l’Istituto di studi di Espaci Occitan in Via Val Maira 19 a Dronero (CN)
- Il mio posto è qui (2021), venerdì 21 novembre alle ore 21
6 personaggi, 3 località, da Cuneo a Castel Volturno passando per Roma: le testimonianze di rifugiati dell’Africa subsahariana che condividono il loro percorso esistenziale, condizionato dalla precarietà del sistema di accoglienza italiano ed europeo. La “fortuna” e la “volontà” – cardini entro cui muovere i propri passi, secondo un protagonista del documentario – sembrano dissolversi in un tempo fatto di mobilità e di costrizioni, dove le istituzioni spesso non aiutano e l’inserimento in una nuova società è sovente nelle mani di singoli individui capaci di fare la differenza, o nella possibilità di diventare soggetti politici a tutti gli effetti, dando vita ad una lotta per conquistarsi i propri spazi e i propri diritti. Il documentario è legato al progetto di ricerca internazionale Trafig promosso da Fieri. Al termine (87’), dibattito col regista.
- Un paese da abitare (2024), venerdì 28 novembre alle ore 21
Prodotto da FIERI, Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione, nell’ambito del progetto SETT. Il documentario esplora tre aree interne d’Italia – le Valli di Lanzo in Piemonte, Montelaterone e il Monte Amiata in Toscana, e il borgo di Camini in Calabria – per dar voce a comunità locali, migranti, esperienze di resistenza e rigenerazione. Al centro del racconto, una domanda essenziale: cosa spinge o trattiene le persone – autoctone o arrivate da altrove – a vivere nei piccoli centri dell’Italia marginale? È possibile costruire un futuro condiviso tra vecchi e nuovi abitanti, in territori segnati dallo spopolamento? Al termine (100’), dibattito col regista.
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