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Quanto incidono le politiche sui processi e sulle scelte migratorie?
2 Ottobre 2015

IT Quanto incidono le politiche sui processi e sulle scelte migratorie?
Si parla molto di politiche migratorie, per criticarne l’impostazione, lamentarne l’inefficacia, invocarne di più rigorose o di più aperte. Ma spesso, nel dibattito pubblico, prevale una visione mitizzata o comunque irrealistica, delle politiche migratorie: o ne viene esagerata l’efficacia potenziale nel guidare i processi sociali (nessuno si sognerebbe di chiedere alla politica fiscale, per esempio, l’efficacia assoluta che alcuni sembrano aspettarsi dal controllo delle frontiere); oppure si presentano come necessariamente votate al fallimento (suggerendo che le migrazioni sono un “fenomeno incontrollabile”). Ovviamente, la verità sta da qualche parte nel mezzo: ma dove, esattamente? Paradossalmente, rispetto a questa domanda decisiva, scarseggiano le risposte credibili, fondate su solidi risultati di ricerca. Il presunto effectiveness gap, più o meno sistematico, tra obiettivi dichiarati e risultati percepiti delle politiche migratorie, è da tempo un tema importante della riflessione teorica su questo ambito di policy. Ma, sul piano empirico, le nostre conoscenze rimangono scarse. Perciò, FIERI presenta con particolare soddisfazione questo working paper di Alessio Cangiano, nostro collaboratore di lunga data, e di Roberto Impicciatore. A partire da dati nuovi e con metodo innovativo, i due studiosi indagano il complesso rapporto tra processi migratorie, strategie individuali e famigliari, e quadro politico-normativo del paese di destinazione. I risultati, basati su un’ampia comparazione relativa a undici paesi europei, non sono solo interessanti per il ricercatore, ma anche rilevanti per chi le politiche le deve elaborare ed applicare.

EN How do policies affect migrants’ choices and migration processes?
Public debates about migration policies are hotter and more controversial than ever. However, both in the media and in political spheres, unrealistic or even mythic conceptions about migration policies often prevail. On the one hand, some tend to exaggerate their potential effectiveness in driving social processes (no one would dream of asking from tax policies, for example, the absolute effectiveness that many seem to expect from borders control). At the opposite extreme, many view migration policies as necessarily doomed to failure (thereby depicting migration as an intrinsically “uncontrollable” phenomenon). Obviously, the truth lies somewhere in between, but where, exactly? Paradoxically, with respect to this crucial question, there are just a few answers based on solid research evidence. The ‘effectiveness gap’ between policy intentions and perceived outcomes of immigration policies, has long been  an important subject of theoretical discussion. But, on the empirical side, our knowledge remains patchy and uncertain. This is why FIERI is particularly happy to present this working paper by Alessio Cangiano (University of the South Pacific) and Roberto Impicciatore (university of Milan). On the basis of recent data and through an innovative method, the WP investigates the complex triangular relationship between migration patterns, individual (and family) strategies, and policy constraints. The results, based on a broad comparison among eleven European countries, are not only interesting for researchers, but also relevant to policymakers.


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2 Ottobre 2015

IT Quanto incidono le politiche sui processi e sulle scelte migratorie?
Si parla molto di politiche migratorie, per criticarne l’impostazione, lamentarne l’inefficacia, invocarne di più rigorose o di più aperte. Ma spesso, nel dibattito pubblico, prevale una visione mitizzata o comunque irrealistica, delle politiche migratorie: o ne viene esagerata l’efficacia potenziale nel guidare i processi sociali (nessuno si sognerebbe di chiedere alla politica fiscale, per esempio, l’efficacia assoluta che alcuni sembrano aspettarsi dal controllo delle frontiere); oppure si presentano come necessariamente votate al fallimento (suggerendo che le migrazioni sono un “fenomeno incontrollabile”). Ovviamente, la verità sta da qualche parte nel mezzo: ma dove, esattamente? Paradossalmente, rispetto a questa domanda decisiva, scarseggiano le risposte credibili, fondate su solidi risultati di ricerca. Il presunto effectiveness gap, più o meno sistematico, tra obiettivi dichiarati e risultati percepiti delle politiche migratorie, è da tempo un tema importante della riflessione teorica su questo ambito di policy. Ma, sul piano empirico, le nostre conoscenze rimangono scarse. Perciò, FIERI presenta con particolare soddisfazione questo working paper di Alessio Cangiano, nostro collaboratore di lunga data, e di Roberto Impicciatore. A partire da dati nuovi e con metodo innovativo, i due studiosi indagano il complesso rapporto tra processi migratorie, strategie individuali e famigliari, e quadro politico-normativo del paese di destinazione. I risultati, basati su un’ampia comparazione relativa a undici paesi europei, non sono solo interessanti per il ricercatore, ma anche rilevanti per chi le politiche le deve elaborare ed applicare.

EN How do policies affect migrants’ choices and migration processes?
Public debates about migration policies are hotter and more controversial than ever. However, both in the media and in political spheres, unrealistic or even mythic conceptions about migration policies often prevail. On the one hand, some tend to exaggerate their potential effectiveness in driving social processes (no one would dream of asking from tax policies, for example, the absolute effectiveness that many seem to expect from borders control). At the opposite extreme, many view migration policies as necessarily doomed to failure (thereby depicting migration as an intrinsically “uncontrollable” phenomenon). Obviously, the truth lies somewhere in between, but where, exactly? Paradoxically, with respect to this crucial question, there are just a few answers based on solid research evidence. The ‘effectiveness gap’ between policy intentions and perceived outcomes of immigration policies, has long been  an important subject of theoretical discussion. But, on the empirical side, our knowledge remains patchy and uncertain. This is why FIERI is particularly happy to present this working paper by Alessio Cangiano (University of the South Pacific) and Roberto Impicciatore (university of Milan). On the basis of recent data and through an innovative method, the WP investigates the complex triangular relationship between migration patterns, individual (and family) strategies, and policy constraints. The results, based on a broad comparison among eleven European countries, are not only interesting for researchers, but also relevant to policymakers.


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Si parla molto di politiche migratorie, per criticarne l’impostazione, lamentarne l’inefficacia, invocarne di più rigorose o di più aperte. Ma spesso, nel dibattito pubblico, prevale una visione mitizzata o comunque irrealistica, delle politiche migratorie: o ne viene esagerata l’efficacia potenziale nel guidare i processi sociali (nessuno si sognerebbe di chiedere alla politica fiscale, per esempio, l’efficacia assoluta che alcuni sembrano aspettarsi dal controllo delle frontiere); oppure si presentano come necessariamente votate al fallimento (suggerendo che le migrazioni sono un “fenomeno incontrollabile”). Ovviamente, la verità sta da qualche parte nel mezzo: ma dove, esattamente? Paradossalmente, rispetto a questa domanda decisiva, scarseggiano le risposte credibili, fondate su solidi risultati di ricerca. Il presunto effectiveness gap, più o meno sistematico, tra obiettivi dichiarati e risultati percepiti delle politiche migratorie, è da tempo un tema importante della riflessione teorica su questo ambito di policy. Ma, sul piano empirico, le nostre conoscenze rimangono scarse. Perciò, FIERI presenta con particolare soddisfazione questo working paper di Alessio Cangiano, nostro collaboratore di lunga data, e di Roberto Impicciatore. A partire da dati nuovi e con metodo innovativo, i due studiosi indagano il complesso rapporto tra processi migratorie, strategie individuali e famigliari, e quadro politico-normativo del paese di destinazione. I risultati, basati su un’ampia comparazione relativa a undici paesi europei, non sono solo interessanti per il ricercatore, ma anche rilevanti per chi le politiche le deve elaborare ed applicare.

EN How do policies affect migrants’ choices and migration processes?
Public debates about migration policies are hotter and more controversial than ever. However, both in the media and in political spheres, unrealistic or even mythic conceptions about migration policies often prevail. On the one hand, some tend to exaggerate their potential effectiveness in driving social processes (no one would dream of asking from tax policies, for example, the absolute effectiveness that many seem to expect from borders control). At the opposite extreme, many view migration policies as necessarily doomed to failure (thereby depicting migration as an intrinsically “uncontrollable” phenomenon). Obviously, the truth lies somewhere in between, but where, exactly? Paradoxically, with respect to this crucial question, there are just a few answers based on solid research evidence. The ‘effectiveness gap’ between policy intentions and perceived outcomes of immigration policies, has long been  an important subject of theoretical discussion. But, on the empirical side, our knowledge remains patchy and uncertain. This is why FIERI is particularly happy to present this working paper by Alessio Cangiano (University of the South Pacific) and Roberto Impicciatore (university of Milan). On the basis of recent data and through an innovative method, the WP investigates the complex triangular relationship between migration patterns, individual (and family) strategies, and policy constraints. The results, based on a broad comparison among eleven European countries, are not only interesting for researchers, but also relevant to policymakers.


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