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Il Protocollo Italia-Albania e il Diritto dell’Unione europea: una relazione complicata
12 Marzo 2024

Abstract: Il Protocollo Italia-Albania, ratificato con l. n. 14/24, consente all’Italia di valutare domande di protezione internazionale su territorio albanese, ma sotto la giurisdizione italiana. L’esercizio della giurisdizione e l’applicabilità del diritto italiano – che recepisce le rilevanti direttive in materia di asilo – alle procedure extraterritoriali svolte in Albania pone alcuni interrogativi inediti rispetto al rapporto tra l’ordinamento interno e il diritto dell’Unione europea. Il contributo si propone di indagare se il sistema delineato dal Protocollo Italia-Albania ricada entro l’ambito di applicazione del diritto dell’Unione, e se possa compromettere gli obiettivi sovranazionali definiti nell’ambito della creazione di un sistema comune di asilo. Dopo aver operato una ricostruzione del contenuto del Protocollo e della legge di ratifica, e richiamandosi alla giurisprudenza della Corte di giustizia, si suggerisce che si possa individuare un «collegamento funzionale» tra le procedure condotte in Albania e il diritto dell’Unione europea. Un simile collegamento farebbe ricadere la situazione in esame nell’ambito di applicazione di quest’ultimo, e, di conseguenza, impone di valutare se vi siano profili di tensione o incompatibilità tra le procedure previste dal Protocollo e il diritto primario e secondario dell’Unione.

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Il Protocollo Italia-Albania e il Diritto dell’Unione europea: una relazione complicata
12 Marzo 2024

Abstract: Il Protocollo Italia-Albania, ratificato con l. n. 14/24, consente all’Italia di valutare domande di protezione internazionale su territorio albanese, ma sotto la giurisdizione italiana. L’esercizio della giurisdizione e l’applicabilità del diritto italiano – che recepisce le rilevanti direttive in materia di asilo – alle procedure extraterritoriali svolte in Albania pone alcuni interrogativi inediti rispetto al rapporto tra l’ordinamento interno e il diritto dell’Unione europea. Il contributo si propone di indagare se il sistema delineato dal Protocollo Italia-Albania ricada entro l’ambito di applicazione del diritto dell’Unione, e se possa compromettere gli obiettivi sovranazionali definiti nell’ambito della creazione di un sistema comune di asilo. Dopo aver operato una ricostruzione del contenuto del Protocollo e della legge di ratifica, e richiamandosi alla giurisprudenza della Corte di giustizia, si suggerisce che si possa individuare un «collegamento funzionale» tra le procedure condotte in Albania e il diritto dell’Unione europea. Un simile collegamento farebbe ricadere la situazione in esame nell’ambito di applicazione di quest’ultimo, e, di conseguenza, impone di valutare se vi siano profili di tensione o incompatibilità tra le procedure previste dal Protocollo e il diritto primario e secondario dell’Unione.

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Il Protocollo Italia-Albania e il Diritto dell’Unione europea: una relazione complicata
12 Marzo 2024

Abstract: Il Protocollo Italia-Albania, ratificato con l. n. 14/24, consente all’Italia di valutare domande di protezione internazionale su territorio albanese, ma sotto la giurisdizione italiana. L’esercizio della giurisdizione e l’applicabilità del diritto italiano – che recepisce le rilevanti direttive in materia di asilo – alle procedure extraterritoriali svolte in Albania pone alcuni interrogativi inediti rispetto al rapporto tra l’ordinamento interno e il diritto dell’Unione europea. Il contributo si propone di indagare se il sistema delineato dal Protocollo Italia-Albania ricada entro l’ambito di applicazione del diritto dell’Unione, e se possa compromettere gli obiettivi sovranazionali definiti nell’ambito della creazione di un sistema comune di asilo. Dopo aver operato una ricostruzione del contenuto del Protocollo e della legge di ratifica, e richiamandosi alla giurisprudenza della Corte di giustizia, si suggerisce che si possa individuare un «collegamento funzionale» tra le procedure condotte in Albania e il diritto dell’Unione europea. Un simile collegamento farebbe ricadere la situazione in esame nell’ambito di applicazione di quest’ultimo, e, di conseguenza, impone di valutare se vi siano profili di tensione o incompatibilità tra le procedure previste dal Protocollo e il diritto primario e secondario dell’Unione.

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