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Il mio posto è qui? Vivere da rifugiat_ in Italia. Roma, 22 aprile ore 19.45

Siamo lieti di invitarvi alla proiezione del documentario di Andrea Fantino “Il mio posto è qui? Vivere da rifugiat_ in Italia” prodotto nell’ambito del progetto TRAFIG che si terrà venerdì 22 aprile 2022 presso Spin Time Labs (Via di Santa Croce in Gerusalemme, 55 Roma) alle ore 19.45.

Introduzione Milena Belloni

proiezione documentario ore 19,45

a seguire dibattito Vivere da rifugiat_ in Italia  inserito nel programma di LiberAzioni Festa del Polo Civico dell’Esquilino.

 


IL MIO POSTO È QUI? Vivere da rifugiat_ in Italia

Durata 87’

6 personaggi, 3 località, un unico paese: l’Italia. Da nord a sud, da Cuneo a Castel Volturno, passando per Roma, “Il mio posto è qui?” raccoglie le testimonianze di rifugiati dell’Africa subsahariana che condividono il loro percorso esistenziale, condizionato dalla precarietà del sistema di accoglienza italiano ed europeo. La “fortuna” e la “volontà” – cardini entro cui muovere i propri passi, secondo un protagonista del documentario – sembrano dissolversi in un tempo fatto di mobilità e di costrizioni, dove le istituzioni spesso non aiutano e l’inserimento in una nuova società è sovente nelle mani di singoli individui capaci di fare la differenza, o nella possibilità di diventare soggetti politici a tutti gli effetti, dando vita ad una lotta per conquistarsi i propri spazi e i propri diritti. Il documentario è legato al progetto di ricerca internazionale Trafig promosso da Fieri ed oltre al documentarista ha visto all’opera i ricercatori Pietro Cingolani, Milena Belloni e Giuseppe Grimaldi.

Andrea Fantino – Antropologo culturale e filmmaker, vive a Roccavione (CN) e si forma come documentarista con l’Aura Scuola di Cinema di Ostana. La sua esperienza con l’immagine si intreccia con il suo interesse per la ricerca antropologica nella produzione di documentari. Dopo aver dedicato anni ad un’indagine intorno al sistema di accoglienza e alla condizione dei rifugiati a Torino, collabora a progetti di interesse socio-culturale sul territorio, tra le Alpi e la pianura, raccontando le relazioni tra territorio e comunità, musiche e culture, lingue e individui. Tra i titoli: “Climbing Walls, Making Bridges. Capoeira, Parkour & Becoming Oneself in Turin”, “Lo sol poder es que de dire”, “Courenta dentro”, “La Vioulounado – Na Rigoulado de Vioulouns a Fraise”, “Transumare”. Ha lavorato con Fredo Valla al film documentario “Bogre – La grande eresia europea” e si dedica al montaggio di un lungometraggio sul viaggio nomade della Carovana Balacaval.

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Siamo lieti di invitarvi alla proiezione del documentario di Andrea Fantino “Il mio posto è qui? Vivere da rifugiat_ in Italia” prodotto nell’ambito del progetto TRAFIG che si terrà venerdì 22 aprile 2022 presso Spin Time Labs (Via di Santa Croce in Gerusalemme, 55 Roma) alle ore 19.45.

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a seguire dibattito Vivere da rifugiat_ in Italia  inserito nel programma di LiberAzioni Festa del Polo Civico dell’Esquilino.

 


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6 personaggi, 3 località, un unico paese: l’Italia. Da nord a sud, da Cuneo a Castel Volturno, passando per Roma, “Il mio posto è qui?” raccoglie le testimonianze di rifugiati dell’Africa subsahariana che condividono il loro percorso esistenziale, condizionato dalla precarietà del sistema di accoglienza italiano ed europeo. La “fortuna” e la “volontà” – cardini entro cui muovere i propri passi, secondo un protagonista del documentario – sembrano dissolversi in un tempo fatto di mobilità e di costrizioni, dove le istituzioni spesso non aiutano e l’inserimento in una nuova società è sovente nelle mani di singoli individui capaci di fare la differenza, o nella possibilità di diventare soggetti politici a tutti gli effetti, dando vita ad una lotta per conquistarsi i propri spazi e i propri diritti. Il documentario è legato al progetto di ricerca internazionale Trafig promosso da Fieri ed oltre al documentarista ha visto all’opera i ricercatori Pietro Cingolani, Milena Belloni e Giuseppe Grimaldi.

Andrea Fantino – Antropologo culturale e filmmaker, vive a Roccavione (CN) e si forma come documentarista con l’Aura Scuola di Cinema di Ostana. La sua esperienza con l’immagine si intreccia con il suo interesse per la ricerca antropologica nella produzione di documentari. Dopo aver dedicato anni ad un’indagine intorno al sistema di accoglienza e alla condizione dei rifugiati a Torino, collabora a progetti di interesse socio-culturale sul territorio, tra le Alpi e la pianura, raccontando le relazioni tra territorio e comunità, musiche e culture, lingue e individui. Tra i titoli: “Climbing Walls, Making Bridges. Capoeira, Parkour & Becoming Oneself in Turin”, “Lo sol poder es que de dire”, “Courenta dentro”, “La Vioulounado – Na Rigoulado de Vioulouns a Fraise”, “Transumare”. Ha lavorato con Fredo Valla al film documentario “Bogre – La grande eresia europea” e si dedica al montaggio di un lungometraggio sul viaggio nomade della Carovana Balacaval.

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6 personaggi, 3 località, un unico paese: l’Italia. Da nord a sud, da Cuneo a Castel Volturno, passando per Roma, “Il mio posto è qui?” raccoglie le testimonianze di rifugiati dell’Africa subsahariana che condividono il loro percorso esistenziale, condizionato dalla precarietà del sistema di accoglienza italiano ed europeo. La “fortuna” e la “volontà” – cardini entro cui muovere i propri passi, secondo un protagonista del documentario – sembrano dissolversi in un tempo fatto di mobilità e di costrizioni, dove le istituzioni spesso non aiutano e l’inserimento in una nuova società è sovente nelle mani di singoli individui capaci di fare la differenza, o nella possibilità di diventare soggetti politici a tutti gli effetti, dando vita ad una lotta per conquistarsi i propri spazi e i propri diritti. Il documentario è legato al progetto di ricerca internazionale Trafig promosso da Fieri ed oltre al documentarista ha visto all’opera i ricercatori Pietro Cingolani, Milena Belloni e Giuseppe Grimaldi.

Andrea Fantino – Antropologo culturale e filmmaker, vive a Roccavione (CN) e si forma come documentarista con l’Aura Scuola di Cinema di Ostana. La sua esperienza con l’immagine si intreccia con il suo interesse per la ricerca antropologica nella produzione di documentari. Dopo aver dedicato anni ad un’indagine intorno al sistema di accoglienza e alla condizione dei rifugiati a Torino, collabora a progetti di interesse socio-culturale sul territorio, tra le Alpi e la pianura, raccontando le relazioni tra territorio e comunità, musiche e culture, lingue e individui. Tra i titoli: “Climbing Walls, Making Bridges. Capoeira, Parkour & Becoming Oneself in Turin”, “Lo sol poder es que de dire”, “Courenta dentro”, “La Vioulounado – Na Rigoulado de Vioulouns a Fraise”, “Transumare”. Ha lavorato con Fredo Valla al film documentario “Bogre – La grande eresia europea” e si dedica al montaggio di un lungometraggio sul viaggio nomade della Carovana Balacaval.

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