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I DIBATTITI di “Crocevia di Sguardi”. Online, Giovedì 21 ottobre, ore 17,30

Diretta Facebook: giovedì 21 ottobre, ore 17.30

 

con Francesco Vietti (Università di Milano Bicocca) e Alfredo Luís Somoza (giornalista e presidente ICEI)

 

“Migrazioni, turismi e immaginari”

Alfredo Luís Somoza nel suo intervento illustra come il turismo sia stato adottato come una panacea da diversi paesi in via di sviluppo fin dagli anni ’80. I cosiddetti paradisi turistici sono i paesi che senza imporre controlli rigidi o normative ambientali e lavorative stringenti, hanno prestato il loro territorio per lo sfruttamento intensivo del turismo. Le ricadute economiche sono però limitate e gli impatti giganteschi. I paesi di destinazione del turismo di massa sono tra l’altro tra i principali paesi generatori di flussi migratori. Non soltanto per motivi economici, ma anche culturali. Il “turismo da villaggio” destabilizza la visione del mondo dei “nativi”, crea false aspettative, trasmette un modello distorto di sviluppo.

Francesco Vietti si collega a queste considerazioni per esplorare alcune delle numerose intersezioni tra migrazioni e turismo. Queste due forme di mobilità, sebbene molto diverse, sono tra loro connesse: l’incontro con l’immaginario di benessere incarnato dai può innescare un progetto migratorio, così come l’improvvisa interruzione dei flussi turistici (come avvenuto durante la pandemia) può causare disoccupazione ed emigrazione; le diaspore rientrano nel proprio paese d’origine per esperienze di “turismo delle radici”, così come un visto d’ingresso per ragioni turistiche spesso è l’unico canale per immigrare; i lavoratori stagionali del settore turistico sono in molti casi migranti, i turisti visitano i quartieri d’immigrazione attratti dal gusto per l’esotico…

 


Alfredo Luís Somoza antropologo e giornalista, è stato presidente dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile. E’ Presidente di ICEI e di Colomba, associazione delle ong della Lombardia. E’ direttore di Young Radio e di Dialoghi.info. E’ stato autore di saggi storici, guide di viaggio, corsi di geografia per le Scuole medie inferiori e superiori. Collabora con Radio Vaticana, Huffington Post, Radio Popolare, East West.

Francesco Vietti è assegnista di ricerca in antropologia culturale presso l’Università di Milano Bicocca, dove ha insegnato Antropologia del Turismo e Antropologia delle Migrazioni. Dal 2009 è coordinatore scientifico del progetto europeo “Migrantour. Intercultural Urban Routes”.

Sul sito dedicato alla rassegna si trovano tutte le informazioni utili.

 

 

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Francesco Vietti si collega a queste considerazioni per esplorare alcune delle numerose intersezioni tra migrazioni e turismo. Queste due forme di mobilità, sebbene molto diverse, sono tra loro connesse: l’incontro con l’immaginario di benessere incarnato dai può innescare un progetto migratorio, così come l’improvvisa interruzione dei flussi turistici (come avvenuto durante la pandemia) può causare disoccupazione ed emigrazione; le diaspore rientrano nel proprio paese d’origine per esperienze di “turismo delle radici”, così come un visto d’ingresso per ragioni turistiche spesso è l’unico canale per immigrare; i lavoratori stagionali del settore turistico sono in molti casi migranti, i turisti visitano i quartieri d’immigrazione attratti dal gusto per l’esotico…

 


Alfredo Luís Somoza antropologo e giornalista, è stato presidente dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile. E’ Presidente di ICEI e di Colomba, associazione delle ong della Lombardia. E’ direttore di Young Radio e di Dialoghi.info. E’ stato autore di saggi storici, guide di viaggio, corsi di geografia per le Scuole medie inferiori e superiori. Collabora con Radio Vaticana, Huffington Post, Radio Popolare, East West.

Francesco Vietti è assegnista di ricerca in antropologia culturale presso l’Università di Milano Bicocca, dove ha insegnato Antropologia del Turismo e Antropologia delle Migrazioni. Dal 2009 è coordinatore scientifico del progetto europeo “Migrantour. Intercultural Urban Routes”.

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Alfredo Luís Somoza nel suo intervento illustra come il turismo sia stato adottato come una panacea da diversi paesi in via di sviluppo fin dagli anni ’80. I cosiddetti paradisi turistici sono i paesi che senza imporre controlli rigidi o normative ambientali e lavorative stringenti, hanno prestato il loro territorio per lo sfruttamento intensivo del turismo. Le ricadute economiche sono però limitate e gli impatti giganteschi. I paesi di destinazione del turismo di massa sono tra l’altro tra i principali paesi generatori di flussi migratori. Non soltanto per motivi economici, ma anche culturali. Il “turismo da villaggio” destabilizza la visione del mondo dei “nativi”, crea false aspettative, trasmette un modello distorto di sviluppo.

Francesco Vietti si collega a queste considerazioni per esplorare alcune delle numerose intersezioni tra migrazioni e turismo. Queste due forme di mobilità, sebbene molto diverse, sono tra loro connesse: l’incontro con l’immaginario di benessere incarnato dai può innescare un progetto migratorio, così come l’improvvisa interruzione dei flussi turistici (come avvenuto durante la pandemia) può causare disoccupazione ed emigrazione; le diaspore rientrano nel proprio paese d’origine per esperienze di “turismo delle radici”, così come un visto d’ingresso per ragioni turistiche spesso è l’unico canale per immigrare; i lavoratori stagionali del settore turistico sono in molti casi migranti, i turisti visitano i quartieri d’immigrazione attratti dal gusto per l’esotico…

 


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Francesco Vietti è assegnista di ricerca in antropologia culturale presso l’Università di Milano Bicocca, dove ha insegnato Antropologia del Turismo e Antropologia delle Migrazioni. Dal 2009 è coordinatore scientifico del progetto europeo “Migrantour. Intercultural Urban Routes”.

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