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Promuovere l’inserimento lavorativo dei rifugiati: il ruolo chiave delle parti sociali.
22 March 2018

IT: Promuovere l’inserimento lavorativo dei rifugiati: il ruolo chiave delle parti sociali.

Tra le sfide politiche più importanti da affrontare nella crisi migratoria che ha toccato l’Europa negli ultimi anni c’è quella dell’integrazione dei nuovi arrivati, in larga parte migranti forzati, nel mercato del lavoro. La ricerca passata ha ripetutamente evidenziato l’esistenza di divari significativi nelle performance lavorative dei migranti forzati rispetto ai lavoratori nativi ma anche alle altre categorie di migranti (arrivati per motivi di lavoro, studio o famiglia). Un divario che si spiega osservando sia le caratteristiche specifiche dei migranti forzati (in termini di origine, età, livello di educazione e precedenti esperienze professionali) sia le strutture economiche, regolative e istituzionali dei contesti di arrivo (es. le regole rispetto all’accesso al mercato del lavoro). Sebbene manchino ancora dati e ricerche aggiornati sulla situazione dei migranti arrivati nel corso dell’ultimo quinquennio, è ragionevole pensare che l’inserimento lavorativo dei nuovi arrivati resterà problematico, dato anche il contesto di fragilità e instabilità che si osserva nelle economie di molti paesi europei.

La messa in piedi di politiche di sostegno e accompagnamento all’inserimento lavorativo di rifugiati e altri migranti forzati rappresenta dunque una sfida comune a molti paesi europei. La sfida si pone però in termini diversi nei vari paesi europei, sia perché il fenomeno ha interessato in misura molto diversa i diversi paesi dell’Unione, sia perché differenti sono i quadri normativi, istituzionali e di policy nel campo delle politiche di accoglienza e integrazione. Nel corso dell’ultimo biennio FIERI ha partecipato a diverse attività di ricerca sul tema dell’inserimento socio-economico dei rifugiati, tra cui, in particolare, il progetto LABOUR-INT sostenuto dai fondi FAMI della Commissione Europea e realizzato dalle parti sociali europee. In questo paper, Albert F. Arcarons (Centre d’Estudis Demogràfics (CED) e FIERI) ci offre delle piste di riflessione sulle potenzialità del dialogo sociale e del coinvolgimento attivo delle parti sociali (sindacati e organizzazioni datoriali in primo luogo) per le politiche di integrazione socio-economica dei rifugiati, a partire da alcune buone pratiche realizzate in diversi paesi europei.

 

ENG: Fostering economic integration of refugees: the role of social partners.

Among the manifold challenges brought about by the recent migration crisis, some of the most important concern the labour market integration of newcomers, particularly asylum-seekers and beneficiaries of some form of protection. Past research has repeatedly highlighted a persistent disadvantage of refugees compared to natives and other migrant categories in terms of labour market performance. Both specific individual characteristics of refugees (regarding origin, age, skills and past working experience) and structural factors (in terms of economic, regulative and institutional frameworks) contribute to explain the observed labour market penalties. While up-to-date evidence and information on labour market outcomes of recently arrived refugees is still missing or insufficient, we could reasonably expect that the labour market integration of newcomers will remain problematic, especially in a context of weak and unstable economic outlook in many EU countries.

Designing fair and effective labour market integration policies for refugees represents a common challenge for EU countries. Nevertheless, this challenge is articulated in different terms across the different member states, both because the number of arrivals has been very different across countries and because the internal economic and labour market structures, as well as regulative and policy frameworks are highly differentiated. Over the past two years FIERI has participated in several projects on the issue of labour market integration of refugees, among which the LABOUR-INT project, supported by the European Commission’s AMIF funds and carried out by a consortium of EU social and economic partners. In this paper Albert F. Arcarons (Centre d’Estudis Demogràfics (CED) and FIERI) reflects upon the potential of social dialogue and the active involvement of economic and social partners in the design and implementation of economic integration policies for refugees, building upon the analysis of some good practices developed in selected member states.

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22 March 2018

IT: Promuovere l’inserimento lavorativo dei rifugiati: il ruolo chiave delle parti sociali.

Tra le sfide politiche più importanti da affrontare nella crisi migratoria che ha toccato l’Europa negli ultimi anni c’è quella dell’integrazione dei nuovi arrivati, in larga parte migranti forzati, nel mercato del lavoro. La ricerca passata ha ripetutamente evidenziato l’esistenza di divari significativi nelle performance lavorative dei migranti forzati rispetto ai lavoratori nativi ma anche alle altre categorie di migranti (arrivati per motivi di lavoro, studio o famiglia). Un divario che si spiega osservando sia le caratteristiche specifiche dei migranti forzati (in termini di origine, età, livello di educazione e precedenti esperienze professionali) sia le strutture economiche, regolative e istituzionali dei contesti di arrivo (es. le regole rispetto all’accesso al mercato del lavoro). Sebbene manchino ancora dati e ricerche aggiornati sulla situazione dei migranti arrivati nel corso dell’ultimo quinquennio, è ragionevole pensare che l’inserimento lavorativo dei nuovi arrivati resterà problematico, dato anche il contesto di fragilità e instabilità che si osserva nelle economie di molti paesi europei.

La messa in piedi di politiche di sostegno e accompagnamento all’inserimento lavorativo di rifugiati e altri migranti forzati rappresenta dunque una sfida comune a molti paesi europei. La sfida si pone però in termini diversi nei vari paesi europei, sia perché il fenomeno ha interessato in misura molto diversa i diversi paesi dell’Unione, sia perché differenti sono i quadri normativi, istituzionali e di policy nel campo delle politiche di accoglienza e integrazione. Nel corso dell’ultimo biennio FIERI ha partecipato a diverse attività di ricerca sul tema dell’inserimento socio-economico dei rifugiati, tra cui, in particolare, il progetto LABOUR-INT sostenuto dai fondi FAMI della Commissione Europea e realizzato dalle parti sociali europee. In questo paper, Albert F. Arcarons (Centre d’Estudis Demogràfics (CED) e FIERI) ci offre delle piste di riflessione sulle potenzialità del dialogo sociale e del coinvolgimento attivo delle parti sociali (sindacati e organizzazioni datoriali in primo luogo) per le politiche di integrazione socio-economica dei rifugiati, a partire da alcune buone pratiche realizzate in diversi paesi europei.

 

ENG: Fostering economic integration of refugees: the role of social partners.

Among the manifold challenges brought about by the recent migration crisis, some of the most important concern the labour market integration of newcomers, particularly asylum-seekers and beneficiaries of some form of protection. Past research has repeatedly highlighted a persistent disadvantage of refugees compared to natives and other migrant categories in terms of labour market performance. Both specific individual characteristics of refugees (regarding origin, age, skills and past working experience) and structural factors (in terms of economic, regulative and institutional frameworks) contribute to explain the observed labour market penalties. While up-to-date evidence and information on labour market outcomes of recently arrived refugees is still missing or insufficient, we could reasonably expect that the labour market integration of newcomers will remain problematic, especially in a context of weak and unstable economic outlook in many EU countries.

Designing fair and effective labour market integration policies for refugees represents a common challenge for EU countries. Nevertheless, this challenge is articulated in different terms across the different member states, both because the number of arrivals has been very different across countries and because the internal economic and labour market structures, as well as regulative and policy frameworks are highly differentiated. Over the past two years FIERI has participated in several projects on the issue of labour market integration of refugees, among which the LABOUR-INT project, supported by the European Commission’s AMIF funds and carried out by a consortium of EU social and economic partners. In this paper Albert F. Arcarons (Centre d’Estudis Demogràfics (CED) and FIERI) reflects upon the potential of social dialogue and the active involvement of economic and social partners in the design and implementation of economic integration policies for refugees, building upon the analysis of some good practices developed in selected member states.

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22 March 2018

IT: Promuovere l’inserimento lavorativo dei rifugiati: il ruolo chiave delle parti sociali.

Tra le sfide politiche più importanti da affrontare nella crisi migratoria che ha toccato l’Europa negli ultimi anni c’è quella dell’integrazione dei nuovi arrivati, in larga parte migranti forzati, nel mercato del lavoro. La ricerca passata ha ripetutamente evidenziato l’esistenza di divari significativi nelle performance lavorative dei migranti forzati rispetto ai lavoratori nativi ma anche alle altre categorie di migranti (arrivati per motivi di lavoro, studio o famiglia). Un divario che si spiega osservando sia le caratteristiche specifiche dei migranti forzati (in termini di origine, età, livello di educazione e precedenti esperienze professionali) sia le strutture economiche, regolative e istituzionali dei contesti di arrivo (es. le regole rispetto all’accesso al mercato del lavoro). Sebbene manchino ancora dati e ricerche aggiornati sulla situazione dei migranti arrivati nel corso dell’ultimo quinquennio, è ragionevole pensare che l’inserimento lavorativo dei nuovi arrivati resterà problematico, dato anche il contesto di fragilità e instabilità che si osserva nelle economie di molti paesi europei.

La messa in piedi di politiche di sostegno e accompagnamento all’inserimento lavorativo di rifugiati e altri migranti forzati rappresenta dunque una sfida comune a molti paesi europei. La sfida si pone però in termini diversi nei vari paesi europei, sia perché il fenomeno ha interessato in misura molto diversa i diversi paesi dell’Unione, sia perché differenti sono i quadri normativi, istituzionali e di policy nel campo delle politiche di accoglienza e integrazione. Nel corso dell’ultimo biennio FIERI ha partecipato a diverse attività di ricerca sul tema dell’inserimento socio-economico dei rifugiati, tra cui, in particolare, il progetto LABOUR-INT sostenuto dai fondi FAMI della Commissione Europea e realizzato dalle parti sociali europee. In questo paper, Albert F. Arcarons (Centre d’Estudis Demogràfics (CED) e FIERI) ci offre delle piste di riflessione sulle potenzialità del dialogo sociale e del coinvolgimento attivo delle parti sociali (sindacati e organizzazioni datoriali in primo luogo) per le politiche di integrazione socio-economica dei rifugiati, a partire da alcune buone pratiche realizzate in diversi paesi europei.

 

ENG: Fostering economic integration of refugees: the role of social partners.

Among the manifold challenges brought about by the recent migration crisis, some of the most important concern the labour market integration of newcomers, particularly asylum-seekers and beneficiaries of some form of protection. Past research has repeatedly highlighted a persistent disadvantage of refugees compared to natives and other migrant categories in terms of labour market performance. Both specific individual characteristics of refugees (regarding origin, age, skills and past working experience) and structural factors (in terms of economic, regulative and institutional frameworks) contribute to explain the observed labour market penalties. While up-to-date evidence and information on labour market outcomes of recently arrived refugees is still missing or insufficient, we could reasonably expect that the labour market integration of newcomers will remain problematic, especially in a context of weak and unstable economic outlook in many EU countries.

Designing fair and effective labour market integration policies for refugees represents a common challenge for EU countries. Nevertheless, this challenge is articulated in different terms across the different member states, both because the number of arrivals has been very different across countries and because the internal economic and labour market structures, as well as regulative and policy frameworks are highly differentiated. Over the past two years FIERI has participated in several projects on the issue of labour market integration of refugees, among which the LABOUR-INT project, supported by the European Commission’s AMIF funds and carried out by a consortium of EU social and economic partners. In this paper Albert F. Arcarons (Centre d’Estudis Demogràfics (CED) and FIERI) reflects upon the potential of social dialogue and the active involvement of economic and social partners in the design and implementation of economic integration policies for refugees, building upon the analysis of some good practices developed in selected member states.

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