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Crocevia di Sguardi – XVII Edizione. Giovedì 18 novembre, Cecchi Point, ore 21

Proiezione del documentario “Il mio posto è qui? Vivere da rifugiati in Italia e dibattito live
Giovedì 18 novembre, Cecchi Point, ore 21

 

Partecipano al dibattito: Ferruccio Pastore (Direttore FIERI), Pietro Cingolani (Università di Bologna e FIERI), Andrea Fantino (documentarista).Saranno presenti alcuni protagonisti del documentario.

 

il progetto TRAFIG ha messo in luce cause, conseguenze e soluzioni alle situazioni di vulnerabilità protratta dei migranti in Asia (Pakistan e Giordania), Africa (Tanzania, Etiopia e Congo) ed Europa (Grecia, Italia e Germania). Sono state ricostruite le reti transnazionali di relazione e di sostegno dei rifugiati e si è capito come queste influenzino la condizione quotidiana e le future traiettorie di mobilità. All’interno del progetto sono stati prodotti due documentari, uno tra i migranti in Italia “IL MIO POSTO È QUI? Vivere da rifugiati in Italia” e l’altro tra i migranti in Grecia “CRAFTING FUTURE”.

 

L’ingresso è gratuito previa fino all’esaurimento dei posti disponibili. Per accedere sono necessari mascherina e Green Pass.

 


 

Per quanti non potranno esserci dal vivo, sarà possibile vedere i documentari sulla piattaforma festivalscope.com/ da martedì 16 novembre alle ore 21:00 a domenica 21 novembre a mezzanotte. Il dibattito sarà in diretta FACEBOOK e sul canale YouTube “Fieritorino”

 

 

 

IL MIO POSTO È QUI? Vivere da rifugiati in Italia di Andrea Fantino, Italia, 2021, 87′

6 personaggi, 3 località, un unico paese: l’Italia. Da nord a sud, da Cuneo a Castel Volturno, passando per Roma, “Il mio posto è qui?” raccoglie le testimonianze di rifugiati dell’Africa subsahariana che condividono il loro percorso esistenziale, condizionato dalla precarietà del sistema di accoglienza italiano ed europeo.
La “fortuna” e la “volontà” – cardini entro cui muovere i propri passi, secondo un protagonista del documentario – sembrano dissolversi in un tempo fatto di mobilità e di costrizioni, dove le istituzioni spesso non aiutano e l’inserimento in una nuova società è sovente nelle mani di singoli individui capaci di fare la differenza, o nella possibilità di diventare soggetti politici a tutti gli effetti, dando vita ad una lotta per conquistarsi i propri spazi e i propri diritti.
Il documentario è legato al progetto di ricerca internazionale Trafig promosso da Fieri ed oltre al documentarista ha visto all’opera i ricercatori Pietro Cingolani, Milena Belloni e Giuseppe Grimaldi.

 

CRAFTING FUTURE di Michalis Kastanidis & Io Chaviara, 2021, 28′

La Grecia è ormai da tempo un luogo di passaggio per chi cerca sicurezza e migliori prospettive di vita in Europa. Negli ultimi anni è diventata una tappa obbligata. Dopo aver subito numerosi lutti e affrontato viaggi lunghi e difficili, molti migranti vivono una vulnerabilità protratta nel tempo, connessa ai regimi migratori e delle frontiere. Eppure le loro vite non sono solo segnate da immobilità, passività e vittimismo, ma anche da una lotta quotidiana, da voglia di apprendere e creatività, da incontri e connessioni intime con luoghi, istituzioni e persone. Il documentario racconta frammenti della vita quotidiana di persone che si sono trovate sfollate in diverse parti della Grecia. Le loro storie si articolano in una polifonia di incontri e connessioni costruite attorno a spazi e attività comuni. Queste sono solo alcune delle tante.

Sul sito dedicato alla rassegna si trovano tutte le informazioni utili.

 

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Partecipano al dibattito: Ferruccio Pastore (Direttore FIERI), Pietro Cingolani (Università di Bologna e FIERI), Andrea Fantino (documentarista).Saranno presenti alcuni protagonisti del documentario.

 

il progetto TRAFIG ha messo in luce cause, conseguenze e soluzioni alle situazioni di vulnerabilità protratta dei migranti in Asia (Pakistan e Giordania), Africa (Tanzania, Etiopia e Congo) ed Europa (Grecia, Italia e Germania). Sono state ricostruite le reti transnazionali di relazione e di sostegno dei rifugiati e si è capito come queste influenzino la condizione quotidiana e le future traiettorie di mobilità. All’interno del progetto sono stati prodotti due documentari, uno tra i migranti in Italia “IL MIO POSTO È QUI? Vivere da rifugiati in Italia” e l’altro tra i migranti in Grecia “CRAFTING FUTURE”.

 

L’ingresso è gratuito previa fino all’esaurimento dei posti disponibili. Per accedere sono necessari mascherina e Green Pass.

 


 

Per quanti non potranno esserci dal vivo, sarà possibile vedere i documentari sulla piattaforma festivalscope.com/ da martedì 16 novembre alle ore 21:00 a domenica 21 novembre a mezzanotte. Il dibattito sarà in diretta FACEBOOK e sul canale YouTube “Fieritorino”

 

 

 

IL MIO POSTO È QUI? Vivere da rifugiati in Italia di Andrea Fantino, Italia, 2021, 87′

6 personaggi, 3 località, un unico paese: l’Italia. Da nord a sud, da Cuneo a Castel Volturno, passando per Roma, “Il mio posto è qui?” raccoglie le testimonianze di rifugiati dell’Africa subsahariana che condividono il loro percorso esistenziale, condizionato dalla precarietà del sistema di accoglienza italiano ed europeo.
La “fortuna” e la “volontà” – cardini entro cui muovere i propri passi, secondo un protagonista del documentario – sembrano dissolversi in un tempo fatto di mobilità e di costrizioni, dove le istituzioni spesso non aiutano e l’inserimento in una nuova società è sovente nelle mani di singoli individui capaci di fare la differenza, o nella possibilità di diventare soggetti politici a tutti gli effetti, dando vita ad una lotta per conquistarsi i propri spazi e i propri diritti.
Il documentario è legato al progetto di ricerca internazionale Trafig promosso da Fieri ed oltre al documentarista ha visto all’opera i ricercatori Pietro Cingolani, Milena Belloni e Giuseppe Grimaldi.

 

CRAFTING FUTURE di Michalis Kastanidis & Io Chaviara, 2021, 28′

La Grecia è ormai da tempo un luogo di passaggio per chi cerca sicurezza e migliori prospettive di vita in Europa. Negli ultimi anni è diventata una tappa obbligata. Dopo aver subito numerosi lutti e affrontato viaggi lunghi e difficili, molti migranti vivono una vulnerabilità protratta nel tempo, connessa ai regimi migratori e delle frontiere. Eppure le loro vite non sono solo segnate da immobilità, passività e vittimismo, ma anche da una lotta quotidiana, da voglia di apprendere e creatività, da incontri e connessioni intime con luoghi, istituzioni e persone. Il documentario racconta frammenti della vita quotidiana di persone che si sono trovate sfollate in diverse parti della Grecia. Le loro storie si articolano in una polifonia di incontri e connessioni costruite attorno a spazi e attività comuni. Queste sono solo alcune delle tante.

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Partecipano al dibattito: Ferruccio Pastore (Direttore FIERI), Pietro Cingolani (Università di Bologna e FIERI), Andrea Fantino (documentarista).Saranno presenti alcuni protagonisti del documentario.

 

il progetto TRAFIG ha messo in luce cause, conseguenze e soluzioni alle situazioni di vulnerabilità protratta dei migranti in Asia (Pakistan e Giordania), Africa (Tanzania, Etiopia e Congo) ed Europa (Grecia, Italia e Germania). Sono state ricostruite le reti transnazionali di relazione e di sostegno dei rifugiati e si è capito come queste influenzino la condizione quotidiana e le future traiettorie di mobilità. All’interno del progetto sono stati prodotti due documentari, uno tra i migranti in Italia “IL MIO POSTO È QUI? Vivere da rifugiati in Italia” e l’altro tra i migranti in Grecia “CRAFTING FUTURE”.

 

L’ingresso è gratuito previa fino all’esaurimento dei posti disponibili. Per accedere sono necessari mascherina e Green Pass.

 


 

Per quanti non potranno esserci dal vivo, sarà possibile vedere i documentari sulla piattaforma festivalscope.com/ da martedì 16 novembre alle ore 21:00 a domenica 21 novembre a mezzanotte. Il dibattito sarà in diretta FACEBOOK e sul canale YouTube “Fieritorino”

 

 

 

IL MIO POSTO È QUI? Vivere da rifugiati in Italia di Andrea Fantino, Italia, 2021, 87′

6 personaggi, 3 località, un unico paese: l’Italia. Da nord a sud, da Cuneo a Castel Volturno, passando per Roma, “Il mio posto è qui?” raccoglie le testimonianze di rifugiati dell’Africa subsahariana che condividono il loro percorso esistenziale, condizionato dalla precarietà del sistema di accoglienza italiano ed europeo.
La “fortuna” e la “volontà” – cardini entro cui muovere i propri passi, secondo un protagonista del documentario – sembrano dissolversi in un tempo fatto di mobilità e di costrizioni, dove le istituzioni spesso non aiutano e l’inserimento in una nuova società è sovente nelle mani di singoli individui capaci di fare la differenza, o nella possibilità di diventare soggetti politici a tutti gli effetti, dando vita ad una lotta per conquistarsi i propri spazi e i propri diritti.
Il documentario è legato al progetto di ricerca internazionale Trafig promosso da Fieri ed oltre al documentarista ha visto all’opera i ricercatori Pietro Cingolani, Milena Belloni e Giuseppe Grimaldi.

 

CRAFTING FUTURE di Michalis Kastanidis & Io Chaviara, 2021, 28′

La Grecia è ormai da tempo un luogo di passaggio per chi cerca sicurezza e migliori prospettive di vita in Europa. Negli ultimi anni è diventata una tappa obbligata. Dopo aver subito numerosi lutti e affrontato viaggi lunghi e difficili, molti migranti vivono una vulnerabilità protratta nel tempo, connessa ai regimi migratori e delle frontiere. Eppure le loro vite non sono solo segnate da immobilità, passività e vittimismo, ma anche da una lotta quotidiana, da voglia di apprendere e creatività, da incontri e connessioni intime con luoghi, istituzioni e persone. Il documentario racconta frammenti della vita quotidiana di persone che si sono trovate sfollate in diverse parti della Grecia. Le loro storie si articolano in una polifonia di incontri e connessioni costruite attorno a spazi e attività comuni. Queste sono solo alcune delle tante.

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