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PUBBLICAZIONI
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Country report on access to services – Italy
3 Novembre 2022

Segnaliamo che nell’ambito del progetto Whole-COMM sono appena stati pubblicati i primi 20 Rapporti Paese su politiche di integrazione, dinamiche multilivello e accesso dei migranti ai servizi pubblici. I 20 rapporti nazionali mostrano la ricchezza della ricerca sul campo e analizzano i dati raccolti in 49 località di 8 paesi dell’UE (Austria, Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Svezia) e 2 paesi extra-UE (Turchia e Canada).

In particolare, segnaliamo il report sull’Italia, prodotto dai ricercatori di FIERI nell’ambito del WP3

Country report on access to services – Italy

Abstract

Il rapporto rileva che il mercato è il principale motore dell’inclusione e dell’esclusione dei migranti nel settore abitativo e lavorativo dopo il 2014, con il mercato immobiliare che mostra barriere più elevate rispetto al mercato del lavoro. Sebbene le iniziative e le reti locali siano più sviluppate nelle località progressiste che in quelle conservatrici, in entrambi i casi sembrano incapaci di contrastare effettivamente le limitazioni del mercato. Allo stesso tempo, le tradizionali dinamiche tra domanda e offerta appaiono indebolite dalla discriminazione etnica che emerge come la sfida principale per i migranti post-2014, la grande maggioranza dei quali proviene dall’Africa e dall’Asia meridionale. In questo contesto, i contatti informali svolgono un ruolo cruciale: le reti etniche appaiono come il canale principale per trovare lavoro e alloggio; Le reti dei migranti post-2014 con nativi sono molto più piccole di quelle con connazionali ma particolarmente fruttuose, poiché tendono a trasmettere migliori condizioni abitative e lavorative. Le iniziative individuali di sostegno appaiono più sistematiche e interconnesse nelle località progressiste che in quelle conservatrici. Allo stesso modo, l’impegno delle ONG nella fornitura di servizi e nella difesa dei diritti è maggiore nelle località progressiste, così che le ONG, invece di compensare la mancanza di iniziativa delle autorità locali conservatrici, tendono a rafforzare l’attivismo dei comuni pro-migranti. Di conseguenza, le iniziative per facilitare l’accesso dei migranti post-2014 all’alloggio e all’occupazione sono distribuite in base all’attivismo degli attori locali piuttosto che ai bisogni dei migranti. Ciò è in gran parte spiegato dalle deboli politiche di welfare italiane, dalle scarse competenze e/o risorse degli enti locali nei settori dell’edilizia abitativa e dell’occupazione e dalla dipendenza delle iniziative locali dai bandi di progetto emessi dal governo centrale.

 

a cura di:
Eleonora Milazzo
Ricercatrice
Orlando De Gregorio
Ricercatore
AREE TEMATICHE
PROGETTO
TAG
FIERI SEGNALA
Country report on access to services – Italy
3 Novembre 2022

Segnaliamo che nell’ambito del progetto Whole-COMM sono appena stati pubblicati i primi 20 Rapporti Paese su politiche di integrazione, dinamiche multilivello e accesso dei migranti ai servizi pubblici. I 20 rapporti nazionali mostrano la ricchezza della ricerca sul campo e analizzano i dati raccolti in 49 località di 8 paesi dell’UE (Austria, Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Svezia) e 2 paesi extra-UE (Turchia e Canada).

In particolare, segnaliamo il report sull’Italia, prodotto dai ricercatori di FIERI nell’ambito del WP3

Country report on access to services – Italy

Abstract

Il rapporto rileva che il mercato è il principale motore dell’inclusione e dell’esclusione dei migranti nel settore abitativo e lavorativo dopo il 2014, con il mercato immobiliare che mostra barriere più elevate rispetto al mercato del lavoro. Sebbene le iniziative e le reti locali siano più sviluppate nelle località progressiste che in quelle conservatrici, in entrambi i casi sembrano incapaci di contrastare effettivamente le limitazioni del mercato. Allo stesso tempo, le tradizionali dinamiche tra domanda e offerta appaiono indebolite dalla discriminazione etnica che emerge come la sfida principale per i migranti post-2014, la grande maggioranza dei quali proviene dall’Africa e dall’Asia meridionale. In questo contesto, i contatti informali svolgono un ruolo cruciale: le reti etniche appaiono come il canale principale per trovare lavoro e alloggio; Le reti dei migranti post-2014 con nativi sono molto più piccole di quelle con connazionali ma particolarmente fruttuose, poiché tendono a trasmettere migliori condizioni abitative e lavorative. Le iniziative individuali di sostegno appaiono più sistematiche e interconnesse nelle località progressiste che in quelle conservatrici. Allo stesso modo, l’impegno delle ONG nella fornitura di servizi e nella difesa dei diritti è maggiore nelle località progressiste, così che le ONG, invece di compensare la mancanza di iniziativa delle autorità locali conservatrici, tendono a rafforzare l’attivismo dei comuni pro-migranti. Di conseguenza, le iniziative per facilitare l’accesso dei migranti post-2014 all’alloggio e all’occupazione sono distribuite in base all’attivismo degli attori locali piuttosto che ai bisogni dei migranti. Ciò è in gran parte spiegato dalle deboli politiche di welfare italiane, dalle scarse competenze e/o risorse degli enti locali nei settori dell’edilizia abitativa e dell’occupazione e dalla dipendenza delle iniziative locali dai bandi di progetto emessi dal governo centrale.

 

a cura di:
Eleonora Milazzo
Ricercatrice
Orlando De Gregorio
Ricercatore
AREE TEMATICHE
PROGETTO
TAG
FIERI SEGNALA
Country report on access to services – Italy
3 Novembre 2022

Segnaliamo che nell’ambito del progetto Whole-COMM sono appena stati pubblicati i primi 20 Rapporti Paese su politiche di integrazione, dinamiche multilivello e accesso dei migranti ai servizi pubblici. I 20 rapporti nazionali mostrano la ricchezza della ricerca sul campo e analizzano i dati raccolti in 49 località di 8 paesi dell’UE (Austria, Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Svezia) e 2 paesi extra-UE (Turchia e Canada).

In particolare, segnaliamo il report sull’Italia, prodotto dai ricercatori di FIERI nell’ambito del WP3

Country report on access to services – Italy

Abstract

Il rapporto rileva che il mercato è il principale motore dell’inclusione e dell’esclusione dei migranti nel settore abitativo e lavorativo dopo il 2014, con il mercato immobiliare che mostra barriere più elevate rispetto al mercato del lavoro. Sebbene le iniziative e le reti locali siano più sviluppate nelle località progressiste che in quelle conservatrici, in entrambi i casi sembrano incapaci di contrastare effettivamente le limitazioni del mercato. Allo stesso tempo, le tradizionali dinamiche tra domanda e offerta appaiono indebolite dalla discriminazione etnica che emerge come la sfida principale per i migranti post-2014, la grande maggioranza dei quali proviene dall’Africa e dall’Asia meridionale. In questo contesto, i contatti informali svolgono un ruolo cruciale: le reti etniche appaiono come il canale principale per trovare lavoro e alloggio; Le reti dei migranti post-2014 con nativi sono molto più piccole di quelle con connazionali ma particolarmente fruttuose, poiché tendono a trasmettere migliori condizioni abitative e lavorative. Le iniziative individuali di sostegno appaiono più sistematiche e interconnesse nelle località progressiste che in quelle conservatrici. Allo stesso modo, l’impegno delle ONG nella fornitura di servizi e nella difesa dei diritti è maggiore nelle località progressiste, così che le ONG, invece di compensare la mancanza di iniziativa delle autorità locali conservatrici, tendono a rafforzare l’attivismo dei comuni pro-migranti. Di conseguenza, le iniziative per facilitare l’accesso dei migranti post-2014 all’alloggio e all’occupazione sono distribuite in base all’attivismo degli attori locali piuttosto che ai bisogni dei migranti. Ciò è in gran parte spiegato dalle deboli politiche di welfare italiane, dalle scarse competenze e/o risorse degli enti locali nei settori dell’edilizia abitativa e dell’occupazione e dalla dipendenza delle iniziative locali dai bandi di progetto emessi dal governo centrale.

 

a cura di:
Eleonora Milazzo
Ricercatrice
Orlando De Gregorio
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