Segnaliamo l’articolo di T. Caponio, I. Ponzo e R. Ricucci dal titolo, Changement de politique publique ou modification de style de politique publique?, pubblicato in M. Sacco, C. Torrekens and I. Adam, Circulation des idées et des modéles: les transformations de l’action publique en question. Le cas des politiques d’intégration, Louvain-La-Neuve: Academia-L’Harmattan, 2016.
Disponibile per l’acquisto sul sito: http://www.editions-harmattan.fr/index.asp?navig=catalogue&obj=livre&no=52102
Abstract
Le relazioni interculturali e interreligiose rappresentano oggetti centrali delle politiche sull’immigrazione contemporanee. Il motto “Insieme nella diversità” dell’anno interculturale dell’UE (decisione n. 1983/2006 / CE.), sottolinea l’ambizione di costruire una società coesa e integrata, andando oltre alle differenze di gruppo e alla diversità individuale. Attraverso diversi programmi e network, come ad esempio il Programma “Città interculturali” promosso dal Consiglio d’Europa e il progetto CLIP (Città per le Politiche di Integrazione Locale), le città sono state chiamate ad assumere un ruolo attivo in questo senso, dal momento che è proprio a livello locale dove avvengono i contatti tra i diversi gruppi culturali, etnici e/o religiosi e dove la necessità di dialogo è sentita come più urgente.
La ricerca sulle politiche interculturali può essere considerata per molti aspetti legata a discorsi normativi sulla desiderabilità di una “terza via”, intesa come alternativa alle insidie dei “passati” modelli multiculturali, da un lato, e assimilazionisti, dall’altro: dialogo culturale, mediazione dei conflitti e relazioni inter-gruppo positive sono spesso considerate le fondamenta di una strategia politica interculturale. Tuttavia, questi elementi possono assumere declinazioni e coinvolgere attori differenti nei diversi contesti locali, rivelando diverse concezioni della politica interculturale.
L’obiettivo principale di questo articolo è quello di indagare il framing delle politiche interculturali in tre città dell’Europa meridionale: Torino in Italia, Valencia in Spagna e Lisbona in Portogallo. Ciò che emerge è che, nonostante l’affermarsi di un discorso politico sull’intercultura sempre più elaborato nelle tre città considerate e il moltiplicarsi di Forum internazionali e Programmi dedicati al tema come quelli citati sopra, a livello locale ciò che è accaduto è che politiche avviate ben prima dell’emergere di un discorso internazionale sull’intercultura sono state semplicemente ridefinite “interculturali”; si è assistito cioè a un nuovo “etichettamento” delle politiche e un mutamento del discorso locale sull’integrazione, senza che ciò sia stato accompagnato da cambiamenti di rilievo nelle prassi consolidate.


