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Beyond Unilateral Securitization. What Civil Society Actors Want from Migration, Asylum and Mobility Policies in the Mediterranean
3 Dicembre 2018

Questo paper analizza il modo in cui gli stakeholder nei paesi del sud e dell’est del Mediterraneo (SEM) valutano il ruolo, l’approccio e le politiche dell’Unione Europea in materia di migrazione, mobilità e asilo, focalizzandosi sugli strumenti di policy adottati, gli attori coinvolti (o non coinvolti) nei processi decisionali e il contenuto delle politiche implementate. Sulla base di una serie di interviste in profondità condotte con una vasta gamma di attori – tra cui in particolare diverse tipologie di attori della società civile – in Libano, Marocco, Tunisia, Turchia ed Europa, l’analisi dimostra come il discorso europeo sia caratterizzato da due frames dominanti: unilateralismo e securitarizzazione; ciò si traduce in politiche eurocentriche, securitarie e basate sul principio della condizionalità. L’analisi dimostra anche che la migrazione femminile è sottorappresentata e mal interpretata sia nel discorso europeo che in quello dei paesi SEM; ciò si traduce nella mancanza di una strategia più ampia volta ad integrare la dimensione di genere nella definizione delle politiche migratorie. Sulla base di queste valutazioni, il paper presenta una serie di raccomandazioni emerse direttamente dagli attori intervistati nei paesi SEM. Il fatto che queste raccomandazioni siano fondate su basi empiriche solide e credibili conferisce loro particolare rilevanza e autorevolezza nel confronto con gli interlocutori europei.

a cura di:
AREE TEMATICHE
PROGETTO
TAG
FIERI SEGNALA
Beyond Unilateral Securitization. What Civil Society Actors Want from Migration, Asylum and Mobility Policies in the Mediterranean
3 Dicembre 2018

Questo paper analizza il modo in cui gli stakeholder nei paesi del sud e dell’est del Mediterraneo (SEM) valutano il ruolo, l’approccio e le politiche dell’Unione Europea in materia di migrazione, mobilità e asilo, focalizzandosi sugli strumenti di policy adottati, gli attori coinvolti (o non coinvolti) nei processi decisionali e il contenuto delle politiche implementate. Sulla base di una serie di interviste in profondità condotte con una vasta gamma di attori – tra cui in particolare diverse tipologie di attori della società civile – in Libano, Marocco, Tunisia, Turchia ed Europa, l’analisi dimostra come il discorso europeo sia caratterizzato da due frames dominanti: unilateralismo e securitarizzazione; ciò si traduce in politiche eurocentriche, securitarie e basate sul principio della condizionalità. L’analisi dimostra anche che la migrazione femminile è sottorappresentata e mal interpretata sia nel discorso europeo che in quello dei paesi SEM; ciò si traduce nella mancanza di una strategia più ampia volta ad integrare la dimensione di genere nella definizione delle politiche migratorie. Sulla base di queste valutazioni, il paper presenta una serie di raccomandazioni emerse direttamente dagli attori intervistati nei paesi SEM. Il fatto che queste raccomandazioni siano fondate su basi empiriche solide e credibili conferisce loro particolare rilevanza e autorevolezza nel confronto con gli interlocutori europei.

a cura di:
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Beyond Unilateral Securitization. What Civil Society Actors Want from Migration, Asylum and Mobility Policies in the Mediterranean
3 Dicembre 2018

Questo paper analizza il modo in cui gli stakeholder nei paesi del sud e dell’est del Mediterraneo (SEM) valutano il ruolo, l’approccio e le politiche dell’Unione Europea in materia di migrazione, mobilità e asilo, focalizzandosi sugli strumenti di policy adottati, gli attori coinvolti (o non coinvolti) nei processi decisionali e il contenuto delle politiche implementate. Sulla base di una serie di interviste in profondità condotte con una vasta gamma di attori – tra cui in particolare diverse tipologie di attori della società civile – in Libano, Marocco, Tunisia, Turchia ed Europa, l’analisi dimostra come il discorso europeo sia caratterizzato da due frames dominanti: unilateralismo e securitarizzazione; ciò si traduce in politiche eurocentriche, securitarie e basate sul principio della condizionalità. L’analisi dimostra anche che la migrazione femminile è sottorappresentata e mal interpretata sia nel discorso europeo che in quello dei paesi SEM; ciò si traduce nella mancanza di una strategia più ampia volta ad integrare la dimensione di genere nella definizione delle politiche migratorie. Sulla base di queste valutazioni, il paper presenta una serie di raccomandazioni emerse direttamente dagli attori intervistati nei paesi SEM. Il fatto che queste raccomandazioni siano fondate su basi empiriche solide e credibili conferisce loro particolare rilevanza e autorevolezza nel confronto con gli interlocutori europei.

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